Mi chiamo Lentiggini

Un albo illustrato sugli stereotipi di genere

“Chi decide quali cose sono per i bambini e quali per le bambine?” questa è la domanda che si pone la protagonista di questo libro. Lentiggini è una bambina a cui piace giocare con le bambole e giocare a calcio, avere i capelli corti e indossare qualsiasi vestito anche quelli dei suoi fratelli ma le persone intorno a lei non fanno altro che ricordargli che ci sono dei vestiti da maschio e altri da femmina, che le macchine sono per i bambini e le fate per le bambine. Anche il parrucchiere le chiede se vuole un taglio da maschio o da femmina.

Allora Lentiggini, in preda alla confusione, decide di scrivere le sue domande in una lettera da diffondere online. La lettera riceve molto sostegno e tutti la condividono ma nessuno riuscirà a trovare una risposta perché una vera risposta non c’è. Io mi chiamo Lentiggini, edito da Nubeocho e scritto da Raquel Dìaz Reguera, è un bellissimo albo illustrato che ci aiuta a riflettere sul tema degli stereotipi di genere. Cosa è una stereotipo di genere? E quando nasce?

Lo stereotipo di genere è quell’insieme rigido di credenze condivise e trasmesse socialmente su quelle che sono e devono essere i comportamenti, il ruolo, le occupazioni, i tratti, l’apparenza fisica di una persona, in relazione alla sua appartenenza di genere. Fin dalle prime fasi della sua vita, il bambin* è esposto alle influenze sociali di genere da parte dell’ambiente sociale e relazionale in cui è inserito e queste dirigeranno presto il suo modo di pensare, le sue credenze, gli interessi e le sue preferenze.

Relativamente all’origine degli stereotipi di genere sono state proposte due teorie. La prima è la teoria dello schema di genere, secondo cui attraverso l’osservazione il bambin* apprende le conoscenze relative al genere di appartenenza e costituirà degli schemi cognitivi che influenzeranno i suoi comportamenti futuri. La seconda, la teoria del ruolo sociale, afferma che i differenti ruoli sociali si strutturano in base alle credenze che le persone hanno relativamente alle caratteristiche maschili e femminili di personalità. In virtù di queste credenze, i genitori sviluppano nei confronti dei propri figli delle teorie attributive che li definiranno.

Secondo voi sarà possibile riuscire ad eliminare gli stereotipi di genere? Questo albo è utile per i bambini ma soprattutto per i più grandi perché insegnino agli adulti di domani a vivere secondo la propria volontà e felicità, con la speranza che nessuno debba più trovare una risposta alle domande di Lentiggini.

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