Gruppo di Lettura “Tutto chiede salvezza”

Il resoconto della discussione di Febbraio dal nostro gruppo di lettura

Come molti di voi sapranno, da un paio d’anni a questa parte organizziamo un gruppo di lettura, proponendo un libro che abbia qualche richiamo più o meno esplicito alla psicologia, per poi discuterne a fine mese in un gruppo Telegram.

Nel mese di febbraio abbiamo letto Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli, candidato al Premio Strega 2020 e vincitore del Premio Strega Giovani 2020.

La discussione però è stata speciale e diversa.

All’inizio la nostra idea era quella di raccogliere le domande dei nostri Psicolettori e girarle a Daniele che ci avrebbe potuto rispondere per via scritta e noi avremmo riproposto qui l’intervista.

Avevamo già utilizzato questa modalità ed era molto piaciuta sia a noi che ai partecipanti al gruppo. Abbiamo così contattato lo scrittore e, con nostra grande sorpresa, ci ha risposto con una controproposta: organizzare una video call con tutti i partecipanti al gruppo!

Come potevamo dire di no?

La discussione si è svolta il 25 Febbraio, data particolare perché era esattamente un anno dall’uscita del libro nelle librerie. La pessima connessione internet non ci ha di certo aiutato a rompere il ghiaccio, però una volta ristabilita, la discussione ha preso il via!

Oltre ad avere festeggiato insieme questo traguardo, Daniele si è dimostrato una persona molto alla mano e disponibile a parlare di ogni tipo di argomento. Ha risposto con chiarezza e precisione a tutte le nostre domande. Sono stati toccati molti temi, alcuni riguardo la stesura del libro e le sue scelte stilistiche, mentre altri più personali ed autobiografici.

La discussione si è aperta con una domanda su un tema che aveva incuriosito un po’ tutti: la scelta di scrivere il testo in dialetto romano.

Daniele ci ha risposto con una bellissima riflessione sul dialetto come “lingua” che plasma la nostra identità, essendo legata alla nostra zona d’origine. Ci ha fatto riflettere sulla fatica che a volte si fa per non usare le inflessioni dialettali, quasi volessimo apparire più “colti” ed educati. Così facendo, però, non facciamo altro che privarci della nostra identità ed unicità.

Ci ha fatto poi notare che spesso il dialetto viene visto in un’accezione negativa, come se parlarlo volesse dire essere di “poca cultura”. Dal suo punto di vista, il dialetto è molto importante, soprattutto per posti come l’Italia dove di dialetti ce ne sono tantissimi e sono stati anche la lingua usata per la scrittura di alcune delle opere più importanti della nostra letteratura, come la Divina Commedia, ad esempio.

Dopo aver sviscerato la parte stilistica del romanzo (ed aver ricevuto un piccolo spoiler sul nuovo romanzo in uscita ad Ottobre), ci siamo addentrati nei temi più prettamente psicologici trattati nella storia.

Per prima cosa, abbiamo parlato delle strutture psichiatriche, ambientazione della storia stessa. Daniele ci ha raccontato di essere un frequentatore di queste strutture, sia per motivi lavorativi che per motivi più strettamente personali, e quindi ha spesso a che fare con persone del settore, quali infermieri, psicoterapeuti e psicologi.

Noi tutti abbiamo riportato di essere stati negativamente colpiti dal rapporto che si instaura tra medico e paziente e Daniele ci ha raccontato che in tutto questo periodo ha avuto conferme da chi è nel settore che le cose che lui ha raccontato nel libro sono, purtroppo, ancora così, nonostante siano passati più di vent’anni.

Inoltre spesso sembra come se l’approccio biochimico non si sa stato ancora del tutto superato in favore di un approccio multidisciplianare, il migliora da usare in questi casi.

La consulenza di un’equipe multidisciplinare è, di solito, composta da neurologo, neurochirurgo, psicologo, psicoterapeuta e pedagogista clinico. La presenza di figure eterogenee tra loro per formazione e competenze è il risultato di una scelta meditata che ha origine nella comune convinzione che il soggetto non si esaurisca nella somma dei suoi sintomi, ma sia una persona unica e complessa, risultante dall’interazione tra diverse dimensioni: corporea, intellettiva, emotiva e sociale. L’obiettivo che l’equipe si pone, quindi, non è semplicemente quello di curare i sintomi (il corpo), ma di migliorare la qualità di vita dell’individuo, occupandosi della dimensione emotiva e sociale, e del relativo disagio che la sindrome può causare.

Citazione tratta dal libro

Un altro elemento fondamentale emerso è stato quello dell’ importanza della letteratura.

Daniele si è definito “un salvato della letteratura”, non solo come scrittore, ma anche come lettore e divulgatore scientifico di un mondo che aiuta spesso le persone ad esprimersi lì dove ci sono delle difficoltà. Abbiamo parlato dell’importanza del diario terapeutico e della scrittura come terapia che può aiutare le persone a trovare un posto per le proprie emozioni, anche le più indescrivibili.

Per queste persone scrivere è un modo per buttar fuori tutto quello che li riguarda, senza subire pressioni né provare vergogna. Scrivere i propri sentimenti, pensieri e desideri è uno dei modi migliori di fare ordine nella propria testa.

Nel corso della discussione si è toccato anche l’argomento dell’adolescenza, e in questo caso ci teniamo ad usare le parole di Daniele: “Dovremmo tutti cercare di capire che un ragazzo di vent’anni vive già una fase di nervosismo e irrequietezza, e la cosa a cui tengo e il messaggio che mi farebbe piacere arrivasse alle persone è proprio quello di cercare di capire come urbanizzare quest’inquietudine, senza essere solamente un dato da curare”.

Verso la fine, ci siamo riservate una piccola sorpresa alla quale ha gentilmente collaborato lo stesso Daniele: abbiamo avuto la possibilità di regalare 2 copie di Tutto chiede salvezza autografate da Daniele!

La scelta dei 2 fortunati è avvenuta tramite sorteggio e presto i due vincitori riceveranno la loro copia! Ci siamo poi salutati con la promessa di rivederci ad ottobre, dopo l’uscita del nuovo libro di Daniele.

È stato un incontro emozionante, formativo e davvero piacevole e noi non potremmo che nuovamente ringraziare Daniele, l’ufficio stampa Mondadori e i nostri amati Psicolettori.

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