Allora, litighiamo?

Nel libro “Allora, litighiamo?”, edito Sinnos editore e scritto da Béatrice Fontanel, si racconta la storia di Andrea, un bambino come tanti altri ma con una strana passione: “Mi piace ogni genere di zuffa: i piccoli colpi, le risse improvvisate, gli schiaffoni, le battaglie, i pugni e i cazzotti.” Peccato che i genitori, le maestre e tante persone intorno a lui, chiaramente, non riescono ad accettarla.

Un litigio tra bambini non è certamente un avvenimento sereno e semplice da gestire sia per i protagonisti del conflitto che anche per i caregivers che ne sono spettatori. Tuttavia, alcuni autori, definiscono il litigio come un fatto naturale, quasi un’attività ludica endemica alle dinamiche relazionali e come una condizione per lo sviluppo armonico del soggetto.

I motivi alla base delle contese infantili sono molteplici. Solitamente litigano perché vogliono possedere una cosa che l’altro ha o perché non ancora in grado di chiedere adeguatamente il permesso di prenderla. Oppure perché aspirano a ricoprire lo stesso ruolo all’interno di un gruppo o la stessa funzione nell’ambito della vita quotidiana della classe o, semplicemente, perché hanno opinioni contrastanti sulle stesse tematiche.

Ma quale può essere il ruolo del caregiver?

Ecco i nostri tre piccoli consigli:

✨Aspettare.
✨Non dare giudizi.
✨Riflettere.

ASPETTARE
Anche se è difficile, è importante provare a non intervenire subito nei litigi tra bambini. In questo modo, i bimbi iniziano a sviluppare da sé i tentativi di risoluzione del conflitto. Se la situazione si fa più accesa, può essere utile avvicinarsi ai piccoli e osservarli in silenzio, in modo tale da dimostrare loro di vedere cosa sta succedendo e sollecitarli implicitamente a trovare una mediazione più efficace. E’ importante che i bambini trovino da sé una soluzione, in modo da allenare le loro capacità di mediazione. Ci vorrà del tempo, ma è importante che loro imparino a conoscersi sé stesso e l’altro, sperimentando da sé le modalità di mediazione.

NON DARE GIUDIZI
Spesso i bimbi richiedono l’intervento dell’adulto in qualità di giudice, chiedendo di schierarsi con l’uno o l’altro bambino. L’adulto, la maggior parte delle volte, interviene interrompendo il conflitto. Questo, però, non consente loro di esercitare le abilità di comunicazione e le strategie di risoluzione dei conflitti. Ascoltare i bambini e il loro punto di vista senza prendere posizione, invece, permette ai piccoli di sentirsi compresi e di conoscere il proprio e altrui pensiero.

RIFLETTERE
Non si punisce il litigio, ma si può discutere sulle strategie utilizzate per cercare di risolverlo, soprattutto quando si tratta di atti fisici o di scontro verbale. Aiutare i bambini a riflettere sulle emozioni provate, stimolando un comportamento empatico e confrontandosi sulle strategie adottate, si rivela la soluzione migliore per aiutare i bambini a trovare soluzioni efficaci al conflitto.

Questo libro è un bellissimo strumento per parlare in classe o in famiglia di questi argomenti in maniera anche divertente, inoltre è interamente scritto con la font “Leggimi” per chi ha difficoltà di lettura o diagnosi di Dislessia.

Come vivete e gestite i conflitti dei vostri piccoli? Vi leggiamo!

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