Come dirlo ai bambini

La magia di Babbo Natale

Il Natale, secondo noi, è uno dei momenti più magici dell’anno soprattutto se ci sono dei bambini in famiglia perché possiamo vivere con loro lo stupore e la meraviglia dell’attesa dei regali e di Babbo Natale.


Ma cosa succede quando i bambini iniziano a crescere e si pongono i primi dubbi circa le esistenza di Babbo Natale?

É GIUSTO DIRE AI BAMBINI CHE BABBO NATALE ESISTE?


Dei genitori credono sia sbagliato ingannare i figli con la storia dell’esistenza di Babbo Natale e di altri personaggi come la Befana o Santa Lucia.


Il pedagogista Daniela Novara è assolutamente contrario a questo modo di pensare perché vorrebbe dire andare contro il pensiero magico dei bambini, è come togliergli il diritto di sognare.

QUANDO DIRE AI BAMBINI CHE BABBO NATALE NON ESISTE?

È poi il bambino da solo a scoprire che Babbo Natale non esiste attorno ai 10 anni, fra la quarta e la quinta elementare e inizieranno a fare domande scomode agli adulti.
Inizialmente saranno domande che però nascondono ancora la cieca fiducia in Babbo Natale.

COME DIRE AI BAMBINI CHE BABBO NATALE NON ESISTE?
Sicuramente non esiste un modo specifico, infallibile e valido per tutti. L’unico aspetto davvero fondamentale è la sincerità nel momento in cui ci rendiamo conto che quelle domande sono ormai legate alla certezza che Babbo Natale non esiste.

Tu quando hai scoperto la verità?

Ti leggiamo 🎄

Giornata della salute mentale

🧠 Oggi è la giornata mondiale della salute mentale, una data a cui teniamo molto e che serve per ricordarci quanto sia importante prendersi cura della propria salute mentale.

✨ Con questo post, tra l’ironico e il serio, vogliamo ricordarvi che noi psicologi e psicoterapeuti siamo qui non solo per i “matti”, ma anche per chi ha delle difficoltà, più o meno grandi, che impediscono di stare bene e godersi con serenità la propria quotidianità.

🧡 Se senti di star attraversando un periodo difficile, se hai bisogno di sfogarti… qualsiasi sia il motivo, contatta un professionista della salute mentale.

Per essere sicur* di relazionarti con un vero professionista, fai sempre riferimento all’Albo degli Psicologi.
Controllare il numero di iscrizione all’albo è l’unico modo per essere certo di chi hai davanti.

💫 Per qualsiasi cosa, noi siamo qui.

Gender, una storia per immagini

📚 Il primo libro di cui vi parliamo per il #pridemonth è «Gender: una storia per immagini» della studiosa e psicologa Meg-John Barker, con i disegni di Jules Scheele, e può essere visto come una lente critica sul concetto di genere nelle sue sfaccettature perché fare chiarezza su questo concetto non è mai facile.

Attraverso il supporto delle immagini, ci accompagna per mano nel mondo complesso e mutevole dell’identità, esplorando le sue pieghe più nascoste. Mascolinità tossica, le ondate del femminismo, non binarismo, intersessualità, fluidità.

Questa GN che sembra più un saggio illustrato spazia tra esperienze diverse che vanno dal corpo, all’etnia, alla sessualità, fino alla disabilità intrecciandosi con concetto quali il capitalismo ed il rapporto con l’altro, partendo dal Medioevo fino ad arrivare al movimento del #metoo.

🧡 Con intelligenza ed una sensibilità ad hoc, Gender può essere visto come una guida ironica ma veritiera che ci invita a pensare e identificarci in maniera complessa, ad abbracciare ed esprimere le parti di noi che si distanziano dal un sistema legato alle norme, per immaginare una società che contempli le nostre diversità.

In queste immagini vi stiamo alcune definizioni e spiegazioni che pensiamo possano essere importanti ed esaustive su questo tema così complicato.

❓Conoscevate queste distinzioni?
❓Avete imparato qualcosa di nuovo?

Quanto è complicato, oggi, tutto ciò? Cosa abbiamo realmente imparato dal passato?

Come dirlo ai bambini?

Educazione sessuale

Come rispondere alle domande de* bambin* su questo argomento? Quando è il momento migliore per iniziare a farlo?

La sessualità è una dimensione naturale dell’essere umano, ricca di significati affettivi, emotivi e relazionali. 

Fino a tre anni i più piccoli hanno un rapporto molto spontaneo con essa: non sono turbati dalla nudità propria o altrui ed esplorano il proprio corpo, compresi i genitali, per conoscerlo meglio (sono gli adulti che connotano in modo “negativo” questa attività chiamandola masturbazion3).

Ciò che li spinge a fare domande inerenti la sfera sessuale è la naturale curiosità che li induce a porsi interrogativi su mille altre cose, come effettivamente fanno con ogni argomento a quest’età.

La chiarezza e la semplicitá sono due parole chiavi per questo momento.

I bambini sono immersi in un mare di messaggi sessuali frammentari, episodici, del tutto scoordinati, spesso decontestualizzati, difficili. Sono continuamente bombardati dai media, da messaggi su stili e su modelli di vita sessuale, talvolta scomposti, brutti, spesso anche violenti o perversi.

L’educazione sessuale ha un’indispensabile funzione di orientamento, non solo in vista del comportamento (attuale e futuro) dei bambini e dei ragazzi, ma anche nel favorire che essi si facciano un’idea sensata della sessualità. Se riuscissimo a dargli un solido orientamento di base, potremmo arrivare a un’educazione sessuale che prepari alla gestione responsabile della sessualità.

Mindful eating

Di cosa stiamo parlando?

Ti sei mai ritrovato in una di queste frasi?

Nutrirsi è un fondamentale bisogno umano, tuttavia, può succedere di mangiare non per un reale fabbisogno del nostro corpo ma in risposta a stimoli emotivi.

Fare questi pensieri non è colpa tua.

Un percorso utile ed efficace per affrontare questa problematica è la Mindful Eating, un percorso che insegna a non essere più in lotta col cibo.

Ti aiuta a riconnettere mente e corpo, per imparare a lasciare andare i sensi di colpa quando pensi al cibo e non essere più schiav* della dieta.

È, quindi, un percorso di consapevolezza ed educazione alimentare adatto a tutti ma in particolare a chi pensa di soffrire di fame nervosa, a chi è stanco di seguire una dieta e senza si sente fuori controllo, a chi vuole migliorare il proprio rapporto con il cibo o con il corpo, a chi controlla troppo le calorie e non si gode il momento del pasto, a chi non capisce quando ha fame/sete o quando è sazi* ma anche a chi è seguit* da un* nutrizionista/dietista e vuole curare anche gli aspetti psicologici.

Se ti ritrovi in questi comportamenti ed abitudini sappi che non hai una colpa ma che meriti di stare bene. Per saperne di più su come iniziare puoi scriverci in risposta a questa mail oppure scrivere a Valeria (del nostro Team) che si occupa di avviare percorsi Mindful Eating inviando una mail a psicologavaleriaventura@gmail.com.